BREVE APOLOGIA DEL CAOS

BREVE APOLOGIA DEL CAOS PER ECCESSO DI TESTOSTERONE NELLE STRADE DI MANHATTAN

di Santiago Sanguinetti

Regia SIMONE LUGLIO

Assistente alla regia e Traduttrice TERESA VILA

Con
ELEONORA ANGIOLETTI – Belén

GIORGIO CASTAGNA – Richard RICCARDO GORETTI – Nicolás

DANIELE MARMI – Benjamin

Quattro persone chiuse in un appartamento d Manhattan, persone comuni che non sanno stare al mondo e che sognano la rivoluzione a qualsiasi costo, improbabili terroristi che progettano un infallibile piano insurrezionale: in quello spazio simbolicamente centrale del capitalismo mondiale, diffonderanno un virus che aumenta la quantità di testosterone nel corpo e altera il comportamento degli esseri umani trasformandoli in animali mossi dal puro istinto sessuale e dalla volontà di dominio, portando ineluttabilmente al crollo del sistema capitalista. L’idea rivoluzionaria, anche se strampalata, c’è. L’esito, improbabile.

“Buona fortuna compagni! Questo è il tempo della guerra!”

IL CONTESTO

“Breve apologia del caos dovuto all’eccesso di testosterone nelle strade di Manhattan” del drammaturgo uruguayano Santiago Sanguinetti, si inserisce con altre due pièce all’interno della Trilogia della Rivoluzione, un tentativo di fare teatro politico nel secondo decennio del 21° secolo.

Senza cercare di contrastare, ma al contrario, cavalcando il disincanto, la depoliticizzazione, la perdita di quadri di riferimento che tanto caratterizzano la nostra epoca, Sanguinetti estremizza i più urgenti interrogativi sull’attività politica e sulla necessità di ripensare il mondo in cui viviamo, per farli implodere in un balbettio nonsense con uno sguardo giocoso e spietato.

Così si sovrappongono in stratificazioni viscose i lasciti disastrosi dei più importanti avvenimenti della storia recente uruguayana: il decennio insurrezionale degli anni ’60, gli anni della dittatura militare, la transizione democratica, l’imperialismo e il consumismo sfrenato degli ultimi anni.

Attraverso l’umorismo, il grottesco e la farsa, Sanguinetti interroga quei momenti chiave del passato e del presente, smonta discorsi riduttivi e manipolatori e invita lo spettatore alla riflessione.
Nonostante il contesto in cui l’opera si colloca sia geograficamente così distante dal nostro, non è difficile però trovare in questa disillusa commedia della rivoluzione frustrata un parallelismo con la storia recente italiana, piena di slanci rivoluzionari, movimenti nostalgici, disillusioni e utopie fallite.

L’OPERA

In un appartamento di Manhattan sono rinchiusi Benjamin, la sua ragazza Belén, lo zio di Benjamin, Nicolás, e Richard, il proprietario dell’appartamento. Benjamin, studente di biologia, e suo zio hanno ordito un infallibile piano insurrezionale: in quello spazio simbolicamente centrale del capitalismo mondiale, diffonderanno un virus che aumenta la quantità di testosterone nel corpo e altera il comportamento degli esseri umani, rendendoli estremamente libidinosi e aggressivi.

Trasformando gli esseri umani in animali mossi dal puro istinto sessuale e dalla volontà di dominio, l’epidemia porterà ineluttabilmente al crollo del sistema capitalista. Il metodo ingegnoso per diffondere il virus consiste nell’introdurlo nella vernice rossa delle lattine di Coca-Cola. L’operazione però si chiude con il fallimento di questo progetto rivoluzionario – o con il trionfo, visto che il virus si è diffuso, ma senza che i protagonisti ne abbiano avuto la responsabilità.

I personaggi principali dell’opera sono il giovane Benjamin e suo zio Nicolás. Se il primo appartiene alla generazione post-memoria, Nicolás invece doveva essere stato uno degli attori (o almeno testimoni) della decomposizione dei movimenti degli anni ’60 in Uruguay e delle sue conseguenze, parte di una generazione che credeva fermamente nella rivoluzione.

Nipote e zio stanno quindi preparando un gesto rivoluzionario che sarà, secondo Nicolás, “un fulcro rivoluzionario nell’epicentro del capitalismo mondiale”, un “prendere Wall Street”, quella “nuova Bastiglia” del 21° secolo.
Ma poiché la Storia non si ripete se non come una farsa, o in maniera eccessiva e grottesca, qui il progetto non si propone di combattere un nemico specifico, quanto un nemico diffuso, onnipresente, che non permette altra possibilità se non quella di alterare, attraverso le biotecnologie, le caratteristiche biochimiche di tutti individui (dando loro testosterone in dosi massicce), per arrivare così a distruggere le fondamenta del modello socioeconomico che prevale in tutto il pianeta, e non più in un solo paese.

SANTIAGO SANGUINETTI

Il drammaturgo Santiago Sanguinetti nasce a Montevideo nel 1985. Si diploma alla Scuola multidisciplinare d’Arte Drammatica Margarita Xirgu nel 2008, successivamente diventa un membro dell’Istituto dei professori di Artigas nel 2012. Nel corso degli anni ottiene diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Nazionale di Letteratura, il Premio Onetti a Montevideo, il Premio Florencio dell’Associazione dei Critici, il Premio Molière dell’Ambasciata di Francia e ottiene il fondo per la formazione e la creazione artistica 2012-2014 del Ministero dell’Istruzione e della Cultura. Dal 2008 comincia a lavorare come attore all’interno della Commedia National di Montevideo e dal 2009 le sue opere entrano a far del repertorio della compagnia stabile di Montevideo.

Ha ricevuto diverse borse di studio internazionali che lo hanno portato a studiare ad Avignone (Festival International de Théâtre), Barcellona (Sala Beckett), Nottingham (World Event Young Artists), Santiago del Cile (Teatro Amplio, residenza), Buenos Aires (Panorama Sur) e Montpellier (Center Dramatique National). I suoi testi sono stati rappresentati in Uruguay, Argentina, Brasile, Colombia, Cuba, Messico, Stati Uniti, Spagna, Inghilterra e Francia.

Ha pubblicato diversi libri come: “Dramaturgia imprecisa (Estuario, 2009)”, “Sulla teoria dell’eterno ritorno applicata alla rivoluzione nei Caraibi” (Banda Oriental, 2013) e la “Trilogia della rivoluzione (Estuario, 2015)”. Viene inserito inoltre nelle antologie teatrali uruguaiane contemporanee curate da Paso de Gato (Messico) e Casa de las Américas (Cuba), entrambe nel 2015. Ha pubblicato articoli su riviste specializzate a Madrid (Atto Primo), L’Avana (Conjunto) e Santiago del Cile (Apuntes di Teatro). È stato tradotto in francese, inglese e portoghese. Dal 2016 è Direttore della Scuola Multidisciplinare d’Arte Drammatica Margarita Xirgu .

SIMONE LUGLIO

Studia recitazione a Parigi, presso l’AIA France diretta da Jean Paul Denizon e dopo con J.C. Penchenant.
In Italia frequenta La bottega dei Mastri Artigiani di Piero Sammataro.
Nel 2007 Si diploma presso la Scuola del Teatro Stabile di Genova. Ha lavorato con le maggiori realtà produttive italiane e con registi come Sammataro, Messeri, Mesciulam, Pugliese, Bruschetta, Sicignano, Santagata, Peter Stein e Leo Muscato.

Nel 2009 è uno dei registi di “Kvetch” di S. Berkoff , spettacolo vincitore di “Nuove Sensibilità 09”. Scrive e dirige “Evoè” dal dramma satiresco “Ciclope” di Euripide, “Scarpette rotte” suite teatrale e “LOU studio sulla mala vita” che debutta al Napoli Fringe Festival 2010.

Dal 2012 fa parte del gruppo di attori che fondano la Popular Shakespeare Kompany guidati da Valerio Binasco con il quale inizia un lungo sodalizio sia come attore che come suo regista collaboratore.
Dal 2015 è direttore artistico del Miezzunastrata Buskers Festival e dal 2020 di “Collegamenti Festival”.

In televisione lo abbiamo visto, tra le altre, nella parte di Giovanni Falcone nella “La mafia uccide solo d’estate” e al cinema recitare nel film di P. Marcello “Martin Eden”.
La sua ultima regia “La nuova colonia” gli è valsa la candidatura come miglior regia al premio Le Maschere del Teatro italiano 2021.

RICCARDO GORETTI

Riccardo Goretti, classe 1979, è autore e attore di teatro e cinema dal 2002.
È stato in scena al Piccolo di Milano, all’Argentina di Roma, all’Odeón di Parigi, alla Biennale di Venezia, ai Due Mondi a Spoleto, al San Ferdinando di Napoli.
Ha lavorato/collaborato con (tra gli altri): Lucia Calamaro, Letizia Lamartire, Giorgio Rossi / Sosta Palmizi, Liv Ferracchiati, Paolo Hendel, Terzo Segreto di Satira, Silvio Orlando / Cardellino, Lorenzo “Colapesce” Urciullo, Massimo Bonechi e Arci Toscana, Massimiliano Loizzi /Walter Leonardi/Alberto Salvi/ Francesco Ferrieri, Rabbia / Fondazione Teatro Valle Occupato, Edoardo Nardin, Andrea “Druga” Franchi, Guascone Teatro/Andrea Kaemmerle, The Avengers (Masella/Scalzi/Aiazzi), T.P.O., Teatrino dei Fondi/Titivillus, Kilowatt Festival, Nata Teatro, Arti Vive (Stefano Cenci), Murmuris, Teatrificio Esse, Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Fonderia CultArt, Il Maniscalco Maldestro, John Snellinberg Film, Gli Omini (membro fondatore), Massimiliano Civica, TSU Stabile dell’Umbria, Festival Romaeuropa, VolterraTeatro, Armunia, L’Arboreto di Mondaino, Archetipo, Distilleria Teatrale Cecafumo (membro fondatore), Alessandra Aricò.

DANIELE MARMI

Si diploma alla scuola Internazionale Circo a Vapore di Roma.
Fonda il trio comico Progildan, con il quale vince diversi concorsi di Cabaret ed è tra i

protagonisti di Zelig Off in onda su Italia uno e di “Central Station” su Comedy Central (Sky).

Nel 2011 entra a far parte del Cast di Rusteghi – I nemici della civiltà con la regia di Gabriele Vacis. Nel 2012 diviene testimonial della birra Ceres e compare al fianco di Claudio Bisio negli spot 10 e Lotto.

Tra i protagonisti della fiction I delitti del Bar Lume di Sky (dal 2013 ad oggi) continua la sua attività teatrale con il Teatro Stabile di Torino negli spettacoli Cyrano (2014) e L’Avaro (2015) per la regia di Jurij Ferrini, 6Bianca (2015) regia di Serena Sinigaglia, Come vi piace (2016) regia di Leo Muscato, Il nome della rosa (2017) regia Leon Muscato.

Lavora anche con il Teatro dell’Elfo di Milano in Morte di un commesso viaggiatore (2015) per la regia di Elio de Capitani e per lo Stabile di Bolzano allo spettacolo Il tempo di Chet (2018) per la regia di Leo Muscato.

ELEONORA ANGIOLETTI

Diplomata alla Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, partecipa al Festival “Podium” di Mosca presso la Vakhtangov Theatre Academy e al Festival “Avignon Off”.
Finalista al Premio Hystrio alla Vocazione 2015, è attrice nello spettacolo “Trieste, una città in guerra” per la regia di I. Pison, prodotto da Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia/Teatro Stabile Sloveno.

Dal 2017 lavora in diverse produzioni della compagnia “Chille de la Balanza” e con “La Filostoccola/Teatro Virginian” di Arezzo. E’ assistente alla regia di Eugenio Allegri per lo spettacolo “La commedia degli errori”.

Nel 2019 partecipa alla 58° Biennale d’Arte di Venezia con la performance di Teatro Immersivo “Gymnasia Project” diretta da C. Lavis and M. Szczerbowski (National Film Board of Canada). Nello stesso anno partecipa 76° Mostra del Cinema di Venezia come attrice nel progetto di Teatro Immersivo “THE KEY” diretto da Celine Tricart, vincitore della Mostra come Miglior Progetto di Realtà Virtuale. E’ attrice nello spettacolo “STRAIGHT” prodotto da Khora Teatro, regia di Silvio Peroni.

Nel 2020-2021 partecipa al Corso di Alta Formazione di ERT “Microdrammi”, ed è attrice nello spettacolo “Teatro d’eccezione in quattro lati” diretto da Lisandro Rodriguez, prodotto da Emilia Romagna Teatro (2021), ospitato al Festival FIBA di Buenos Aires nel 2022.

GIORGIO CASTAGNA

Diplomato presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, partecipa al Festival Avignon Off, al Mittelfest di Cividale dal Friuli, Le Vie Dei Festival di Roma e al Festival di Asti con lo spettacolo “Mistero Buffo e altre storie”, con la supervisione di Dario Fo. Dal 2012 al 2015 è assistente alla regia di Arturo Cirillo per lo “Zoo di vetro” e “Chi ha paura di Virginia Woolf?”.

Nel 2014 incontra Eugenio Barba durante “L’Odin Week Festival” in Danimarca e nel 2015 presenta al Grotowski Istitute il suo lavoro tratto da “Quattro bombe in tasca”.
Recita e dirige lo spettacolo “Molto rumore per nulla” prodotto da Società per Attori. Finalista al Premio Petroni con il monologo “Giordano Bruno Castagna” di cui è drammaturgo e interprete, nel 2017 partecipa a “Metropolis” regia di Giampiero Solari. Nel 2018 entra a far parte della compagnia La Filostoccola – Teatro Virginian di Arezzo.

Nel 2019 segue il corso di Alta Formazione di Societas Raffaello Sanzio e lavora al Teatro Due di Parma nello spettacolo “Il Caro Augustin” per la regia di Monique Arnaud.
Prende parte alla serie “La guerra è finita” di Michele Soavi prodotta dalla Palomar.
Nel 2020 partecipa al corso di Alta Formazione presso ERT diretto da Gabriel Calderon e Sergio Blanco, e successivamente al corso diretto dal regista argentino Lisandro Rodriguez. E’ nel cast dello spettacolo “Teatro d’eccezione in quattro lati” prodotto da Ert e diretto da Lisandro Rodriguez (2021), ospitato al Festival FIBA di Buenos Aires nel 2022.

TERESA VILA

Nasce a Padova il 15 ottobre 1987, si laurea in Filologia Moderna all’Università di Padova nel 2013, tesi in Letteratura Ispanoamericana contemporanea, e si Dottora in Letterature Comparate all’Università di Modena e Reggio Emilia nel 2017. Nel 2018/2019, frequenta il corso di specializzazione “Dramaturg” della scuola di teatro Iolanda Gazzerro di ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione.

In ambito universitario, lavora all’Università degli Studi di Padova come Manager Didattico e fa ricerca in letteratura ispanoamericana sotto la supervisione del prof. Gabriele Bizzarri. Si dedica in seguito al teatro, trasferendosi a Bologna e seguendo come interprete linguistica le produzioni ERT di Lola Arias e Gabriel Calderón e i corsi di Alta Formazione tenuti da Sergio Blanco, Gabriel Calderón e Lisandro Rodríguez presso la scuola di teatro Iolanda Gazzerro. Per Sossella Editore, cura come traduttrice la pubblicazione delle drammaturgie di Gabriel Calderón, María Marull, Franco Calluso e Mariano Tenconi Blanco. Scrive la drammaturgia “Denti”, parte della composizione corale “NNORD – paralipomena e parerga”, interpretata in lettura da Roberto Latini al Kilowatt Festival 2020, e ripresa in seguito nel radiodramma “Hotel Blue Moon”, regia di Roberto Latini (2021). Sempre per Latini, scrive “Coro Pon Pon”, che forma parte di “Per la città dolente”, produzione del Teatro Metastasio in collaborazione con il GLA (2021).

Da febbraio 2022 è interprete linguistica e assistente alla regia per la produzione “Zoo” del Piccolo Teatro di Milano, regia di Sergio Blanco.